Wow!


Oggi 4 settembre rimarrà nella storia dell’atletica leggera, per tutti! Non credo che da ora in poi ci possa essere distinzione tra Olimpiadi e Paralimpiadi, oggi tutti abbiamo avuto le stesse emozioni che abbiamo provato quando i ragazzi della staffetta hanno vinto l’oro e Jacobs i 100 metri con record del mondo. Anche oggi è stato abbattuto il record del mondo, per ben tre volte, da ragazze che fino a qualche tempo fa avremmo considerato con pietà e compatite per la loro disgrazia, invece Monica Contrafatto, ex soldato saltata su una mina in Afganistan, Martina Caironi, amputata dopo un incidente in moto, e Ambra Sabatini, nemmeno vent’anni anche lei amputata dopo un incidente in moto, hanno realizzato un trenino tutto azzurro vincendo bronzo, argento e oro tutto in una volta. Tre medaglie diverse, ma per tutti noi che eravamo lì davanti allo schermo a guardarle è stata un’unica medaglia d’oro.

La velocità è italiana, e non ci vengano più a parlare di americani o giamaicani o atleti e atlete di altre nazioni, noi, piccolo popolo tricolore siamo quelli che corrono più forte.

Ma quanto lavoro c’è dietro le vittorie! Duri allenamenti, sofferenze, protesi che fanno male prima di sentirsele come un arto nuovo, pianti di delusione e pianti di gioia ad ogni nuovo progresso, fino a oggi.

Un successo di ragazze straordinarie, ma anche di un team straordinario, allenatori, fisioterapisti che hanno avuto fiducia in loro e hanno visto le loro potenzialità al di là di tutte le apparenze e allora, ancora, il presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli, anche lui disabile in carrozzina, ha invitato tutte le persone che ancora non sanno di poter fare sport di uscire, di andare nelle società, scegliere uno sport, uno qualsiasi e provare a trovare dentro di sé quello che da crisalidi li farà diventare farfalle.

Non c’è solo l’atletica, c’è il nuoto e anche il tiro con l’arco che oggi, forse un po’ messo in ombra dall’impresa straordinaria delle centometriste, ha conquistato un bellissimo argento.

Elisabetta Mijno e Stefano Travisani hanno perso l’oro per una freccia, dico una! L’emozione, la tensione, l’inesperienza di Stefano alla sua prima Paralimpiade… chi lo sa? Ma Parigi è vicina, nel tempo e nella distanza ci si potrà rifare.

Con oggi le gare praticamente sono finite, domani gli ultimi strascichi e la maratona, come è consuetudine l’ultimo giorno, poi la cerimonia di chiusura e tutti a casa ciascuno potrà riabbracciare i propri cari, genitori, compagni e compagne, potremo festeggiare in ogni regione e in ogni città gli straordinari successi e le medaglie vinte. Davvero non basta una bigoncia!

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