Roy Lewis: “Il più grande uomo scimmia del pleistocene” 

Stamattina svegliata in ore antelucane, ho terminato di leggere “Il più grande uomo scimmia del pleistocene” un libro del 1960 di Roy Lewis.
Sembra impossibile che un libretto apparentemente insignificante, una storiella che potrebbero leggere anche i bambini abbia avuto così fortuna da arrivare ancora fresca e piacevole nelle librerie del 2023. Una storiella ho detto, ma una di quelle storie (ora tolgo il diminutivo) che hanno dentro molto di più di quello che dicono.
Attraverso un linguaggio divertente e anacronistico per una vicenda ambientata nella preistoria, spiega in modo puntuale quello che è avvenuto nell’evoluzione dell’uomo, la sua voglia di progresso, la sua curiosità, la sperimentazione continua anche andando contro a chi dice “Si è sempre fatto così, perché cambiare?” a chi scuote la testa pensando che tutto porterà alla rovina anziché al progresso.
…la caverna più lussuosa della zona: aveva un bel portico arcuato, largo quasi cinque metri e alto sei, protetto da una copertura di roccia piacevolmente lavorata dal tempo, da cui, a mo’ di tenda, pendevano festoni di bougainvillea. Di fronte al porticato, un gran lastrone di pietra liscia, favorevolmente esposto a mezzogiorno, serviva a un tempo da focolare e da terrazza; proprio lì di fianco, un boschetto di cedri, attraversato da un ruscello che era l’ideale per bere, lavarsi e far scolare a valle i liquami. L’interno della caverna era spaziosissimo: già il salone centrale, dal soffitto a volta, era lungo più di dieci metri e largo quasi altrettanto. Dai lati si dipartivano numerose grotte interne e alcove“.
Nel libro seguiamo Edward, l’uomo scimmia, nella sua vita quotidiana, la sua lotta per la sopravvivenza in un mondo ancora pericoloso per gli uomini, ma anche la sua tenace voglia di migliorare per sé e la sua famiglia. Quattro figli maschi, uno dei quali è al voce narrante e una miriade di donne da difendere, nonché bambini da salvare dalle fauci dei predatori.

Il primo passo, letteralmente, è la discesa dagli alberi e la camminata eretta che consente di liberare la mani dalla deambulazione e farne potenti strumenti di lavoro, poi la conquista del fuoco, capire che può essere conservato e poi all’occorrenza riprodotto, l’uso che se ne può fare, non solo per la luce e il riscaldamento, ma per difendersi dagli animali, e per cuocere la carne. Sembra impossibile che anche la cottura del cibo sia stata una scoperta occasionale. La costruzione delle armi per andare a caccia e abbattere i predatori, i tentativi di addomesticamento del cane sono piccoli passi verso il dominio dell’uomo sugli altri animali.

Poi arrivano anche i sentimenti, il cercare delle mogli che non siano della stessa orda, e poi poco alla volta la necessità di spostarsi per cercare nuovi territori di caccia.

I quattro figli di Edward sono la rappresentazione delle abilità dell’uomo: uno è cacciatore, uno è artista, uno è scienziato come il padre e l’ultimo, la voce narrante, è quello che si fa domande, il filosofo della situazione.

E la vita continua così fino a che l’orda non entra in contatto con altri ominidi che non posseggono ancora il fuoco e allora nascono i conflitti. È la parte terminale meno divertente, ma certamente più istruttiva del libro, non dico come va a finire, posso solo riportare la frase che conclude il romanzo: “Fine del pleistocene” che vuol dire “Fine di un’epoca”.

“Il più grande uomo scimmia del pleistocene” è sicuramente un libro molto particolare, viene classificato come fantascienza, una fantascienza al contrario, ma comunque sempre di fantasia si tratta, il suo successo probabilmente è dovuto alla scrittura ironica e al fatto che gli avvenimenti sono raccontati come se si verificassero con una conoscenza del mondo impossibile in quel periodo: vedi la descrizione della caverna.

Lo vedrei bene regalato a qualche ragazzino a cui piace la storia perché pur essendo un’opera di fantasia si attiene molto alla realtà scientifica di un periodo buio e sconosciuto dell’evoluzione umana. Una lettura piacevole, veloce e anche istruttiva.


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