Non c’è due senza tre, anzi quattro!


Quattro schegge umane che in sella a bici avveniristiche hanno inanellato, e mai parola fu più azzeccata, una serie di giri da record. Inseguimento… non si corre contro il temp, anche se il tempo conta, ma si corre contro gli avversari, noi di qua e loro di là dalla pista. In teoria una squadra dovrebbe raggiungere l’altra, come quando si gioca ad acchiappino, ma qui si è in bicicletta, con le ruote che quasi si toccano, si indossano caschi aerodinamici e si viaggia a quasi 65 Km. all’ora. Biciclette super tecnologiche, un po’ come le barche di ieri, fuoristrada adatte solo a viaggiare in pista perché se prendessero un sassolino molto probabilmente si disintegrerebbero. Manubrio diritto, che tanto non si devono fare curve, corpo piegato in avanti per non fare attrito con l’aria, in quattro a formare un bruco azzurro perfettamente allineato.

Chi sono? Filippo, Simone, Francesco e Jonathan, ragazzi dalle gambe di ferro che macinano chilometri e dai polmoni potenti per far andare le gambe.

Due giornate da formula uno, Ferrari del mare e Ferrari della pista. E non chiedetemi perché mi viene sempre in mente la Ferrari, a me modenese!

In contraltare l’uscita della squadra femminile di pallavolo e quella maschile di pallanuoto.

Mi consolo pensando che nello sport esistono cicli e curve, prima sei sù e poi si cade giù, ma pronti a rialzarsi e a ricominciare.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d