Mi piacciono le parole


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Le notizie belle e brutte si susseguono una dopo l’altra, proprio come deve essere nella vita. Ieri ho letto una frase che esortava a non perdere tempo, a far sì che il tempo stesso sia vita; oggi sono rimasta colpita dalla semplice affermazione che il ‘potere’ -cioè la facoltà di poter fare- è ciò che ci fa unici.
Io sono io, nessun altra è come me, non serve a niente imitare o far finta che… io devo solo essere me stessa per poter realizzare i miei sogni, le cose che voglio portare a termine, è questo il mio potere, senza perdere tempo, usando bene il tempo che ho.
Anche le pause, i tempi che, a volte, mi sembrano morti, hanno un loro scopo, servono a darmi pause che mi servono, semplicemente per sostare, che non è aspettare od oziare, semplicemente “sostare”.

A confermare tutto questo ho comperato, questa mattina un libro che si intitola: Perché ci piacciono le parole” A me, indubbiamente le parole piacciono, quando scrivo cerco sempre di pensare le parole, di sceglierle, di utilizzarle al meglio perché ogni parola racconta una storia anche quelle che apparentemente non sembra lo facciano. A me ogni parola dice qualcosa, anche le più strane, le più inconsuete; o mi suscitano ricordi, come quella di oggi che ha dato un nome a un sentimento che avevo dentro, o quelle più lontane che non fanno altro che arricchire il mio vocabolario. Dimenticavo… assieme al libro ho ricevuto in omaggio un eBook dal titolo “Etimologie meravigliose”. Sapere da dove arrivano le parole è una esperienza affascinante. I due libri sono di “Una parola al giorno”

Ed ora veniamo alla parola di stamattina: ‘cinigia’ è la cenere fine che rimane nel camino quando il fuoco sta per spegnersi e mi ha ricordato immediatamente il camino della casa di mia sorella, quando rimanevo da lei a far la guardiana del faro e la sera guardavo quasi ipnotizzata il fuoco calare a poco a poco prima di andarmi a coricare. Pippo con la tesa sulle mie ginocchia, che mi guardava ed a ogni mia mossa scodinzolava felice.
Ora non c’è più mia sorella, non c’è più Pippo, e le serate davanti al camino sono solo la cinigia di un tempo passato.

Ma bando alle tristezze, oggi -sempre dal passato- mi è arrivato un libro di poesie. Era annunciato, ma vederlo, estrarlo dalla busta gialla del pacchetto, sfogliarlo velocemente e leggere la dedica mi ha commosso. Quando qualcosa non me la aspetto mi fa sempre un certo effetto: mi sembra quasi impossibile che stia succedendo proprio a me e contemporaneamente sono grata a chi lo sta rendendo possibile. Il libro di oggi mi arriva dal passato legato alla Libera. Una persona con cui, in effetti, sono stata poco in confidenza, pensa a me, per inviare a me, un libro di poesie. Angelo Guarnieri è l’autore delle poesie, lo conosco poco; Maria Paola Veardo è sua moglie ed è lei che mi ha inviato il libro. Maria Paola, la conosco meglio, anche se non l’avevo più sentita dopo la mia uscita burrascosa, per questo mi ha sorpreso che volesse farmi avere il libro di Angelo. Un libro, specialmente di poesie, è come un figlio, è qualcosa che si è coccolato e cresciuto, che si è visto nascere e prendere forma e che si ha piacere di affidare a mani che sappiano accogliere perché non si faccia tanto male e non venga abbandonato e dimenticato su uno scaffale di una libreria. Quindi, grazie Maria Paola, tratterò bene il tuo dono, lo leggerò com si legge un libro di poesie, facendomi attirare da un titolo, da una parola, da una sensazione.

Poi siccome la vita è imprevedibile ecco che arriva la tristezza di un annuncio della morte i una persona -anche se sconosciuta- che viene a sconvolgere piani accuratamente pensati di un incontro tanto atteso. Ma così è, è giusto che la mia amica stia vicina a chi ha perso la mamma e rinunci alla festa di un incontro che può essere rimandato. Tutto si può rimandare, tranne la morte che arriva all’improvviso. Non ci possiamo fare niente, solo accettare l’ineluttabilità.

Il bello e il brutto, le notizie belle e quelle brutte, le parole che mi ci accompagnano trasportandomi indietro nel tempo, ogni giorno è così, per questo mi piace vivere e scrivere, e fermare, e condividere perché anche altri possano attraverso le mie parole a loro volta ricordare e scrivere, pensare… e a loro volta condividere in un circolo virtuoso che non dovrebbe mai fermarsi.


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