Medicine


Io sono una “tipa” che ha sempre “mangiato” pochissime medicine,  fino a poche settimane fa la mia unica pasticca era una statina che teneva sotto controlla la mia ipercolesterolemia famigliare e una bustina ogni tanto di un anti infiammatorio, se per caso mi veniva mal di testa dovuto alla cervicale. Ora mi sembra di nutrirmi esclusivamente di pasticche, polverine, gocce, sciroppi e cose simili. Ho dovuto farmi uno schema da appendere in cucina per tenere sotto controllo le somministrazioni: mattina, pranzo, cena, prima, dopo, a digiuno, a stomaco pieno ecc… un vero e proprio lavoro.
Mi sento a disagio, Pochi giorni fa mi dichiaravo dopata, ed è proprio la sensazione che mi sento addosso oggi. So, sono consapevole che tutto quello che mi è stato prescritto mi serve per affrontare ciò che sto passando e probabilmente mi sostiene, evitando gli effetti collaterali dei miei due amanti che sopra di me si contendono le preda. Mi conforta il fatto che sto andando in fase discendente, manca una settimana all’ultimo incontro con Mister Kemio e 10 incontri con il Signor Radio. Poi? Cosa succederà? Me lo chiedo, comincio a chiedermelo, pur vivendo giorno per giorno e resistendo con tutte le mie forze alle aggressioni che una cura, che è peggio di una malattia, sconfigga la malattia stessa.
Chiodo scaccia chiodo! Ma il nuovo chiodo che viene conficcato nel mio corpo che effetti avrà?
Sto aspettando, non ho soluzioni, magari le avessi…
Intanto là fuori la primavera avanza, vorrei uscire ed andarmi a comperare un bombolone con la crema, zuccheroso e morbido, anche se so che nulla del suo odore, aroma e sapore posso sentire…
Continuo a guardare video di ricette anche se so che è inutile, desideri ormai lontani, così come recupero serie TV  di almeno 20 anni fa, serie dove non c’erano telefonini, le persone si parlavano col telefono attaccato al muro o con il filo lunghissimo che seguiva per tutta la casa.
Guardo fuori e sento solo silenzio,  anche se dentro ho una grande confusione. Non riesco ad immaginare l’inimmaginabile,  cosa succederà, cosa sarà, cosa sarò io stessa. Vorrei fuggire, ma dove? È sempre più difficile trovare cose che mi fanno sentire viva, momenti che danno gioia, far caso alla felicità.

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