Manifesto della comunicazione non ostile

Oggi ho ripreso in mano un progetto che avevo in frigorifero da un po’ di tempo e che non mi decidevo a sbrinare, perché c’è sempre qualcosa che mi fa dire che non sono del tutto “brava” come vorrei essere e a volte cado nelle trappole che la comunicazione mette sulla mia strada.

Il manifesto della comunicazione non ostile racchiude i 10 comandamenti che i frequentatori laici della rete dovrebbero sempre seguire.

Sono qui, sopra, e ognuno è un monito, no anzi un invito a capire che il mondo della rete non è poi tanto diverso dal mondo reale; ogni “comandamento” potrebbe essere applicato anche nei comuni rapporti che si instaurano tra persone civili.Ogni punto è una perla di saggezza che arriva diritta alla responsabilità di ciascuno.
Dal sito riporto: «…le parole: commuovono, uniscono, scaldano il cuore. Oppure feriscono, offendono, allontanano.In Rete, spesso l’aggressività domina tra tweet, post, status e stories. È vero che i social media sono luoghi virtuali, ma è vero che le persone che vi si incontrano sono reali, e che le conseguenze sono reali. Per questo oggi, specie in Rete, dobbiamo stare attenti a come usiamo le parole. Parole O_Stili ha l’ambizione di ridefinire lo stile con cui le persone stanno in Rete, vuole diffondere l’attitudine positiva a scegliere le parole con cura e la consapevolezza che le parole sono importanti.»

Ci ho messo tanto a capirlo, tanti ancora invece non hanno capito che quando ci muoviamo sulla rete, come sto facendo io in questo momento, siamo sempre noi, siamo persone che instaurano rapporti veri anche se a distanza. Abbiamo la grande responsabilità di contribuire a un mondo migliore, anche se a volte ci sembra di vuotare il mare con un cucchiaino. Ma cucchiaino + cucchiaino non vuoteremo il mare, ma attireremo l’attenzione e forse qualcosa cambierà.

Da vedere anche i vari profili social… Su Instagram ho anche ritrovato la parola “Netily” che mi è tanto piaciuta qualche giorno fa.

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