Francesco Muzzopappa: “Heidi”

Ho terminato il libro di Francesco Muzzopappa “Heidi” e sinceramente dopo aver letto “Dente per dente” dello stesso autore mi sarei aspettata qualcosa di più. Il precedente era un libro con una storia umoristica, che virava sul nero, ma che si teneva bene, in modo originale, questa – Heidi – non è altro che un susseguirsi di gag linguistiche che proprio perché troppe, non fanno ridere per niente.

Anche la storia è esile, l’incontro tra una ragazza stressata e un ragazzo prodigio con in mezzo, unica nota di originalità un padre affetto da sindrome di Alzheimer che si ostina a chiamare Heidi la figlia, prigioniero di ricordi del cartone animato anni ’70.

Nell’accudire un anziano con problemi di memoria non c’è niente da ridere, ma Muzzopappa ce lo fa sembrare un gioco divertente, pur con tutte le problematicità del caso.

Il giovane “badante” che arriva a dar man forte a Heidi – la chiamerò così anche io per praticità – porta una ventata di spensieratezza tanto che i due si innamorano nonostante il lavoro di lei in una casa di produzione televisiva.

E lì c’è l’altra cascata di personaggi, assurdi e improbabili, che forse tanto assurdi e improbabili non sono, visto che lo stesso Muzzopappa lavora per la televisione e, quindi, probabilmente conosce bene l’ambiente. Ma anche se fosse tutto vero, la caricaturalità è talmente smaccata che tutto sembrano fuorché reali. Se i casting per i programmi TV Verità sono quelli descritti, c’è da mettersi le mani nei capelli ed emigrare in Australia, anche se credo che tutto il mondo ormai sia paese.

Insomma un libro che mi ha deluso, mentre io mi aspettavo qualcosa di divertente e originale. Invece l’originalità si limita a un circo di personaggi da fiera e baracconi

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  1. […] Heidi di Francesco Muzzopappa una storia leggera che però non mi ha entusiasmato com il precedente della stesso autore; […]

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