Felicità

Stamattina un messaggio di Piera mi ha messo la pulce in un orecchio e ho telefonato alla Smart. La macchina era pronta. Mi sono precipitata e con due autobus il 32 e poi il 14 sono andata a prenderla. La spesa? Un bel salasso, ma la felicità di avere di nuovo le mie quattro ruote è impagabile. Vuol dire che farò qualche sacrificio in più.
Mentre andavo a prenderla mi è venuto di pensare a mia mamma – di nuovo – e alla sua filosofia.

Ricordo bene le sue parole: «Ricordati che finché avrai una istruzione che ti dà da lavorare e una macchina che ti dà l’indipendenza sei una persona libera!» E il suo primo regalo è stato a 18 anni una vecchia 600 per potermi muovere in libertà; e poi ancora mi disse: «Non ti faccio la dote, ti pago gli studi». La mia saggia mammina che se ne è andata troppo presto.
Ora la mia piccola è qui fuori, al guinzaglio, la vedo e la accarezzo con lo sguardo e mi sento felice. Dicono che la felicità si capisce sempre dopo, io in questo momento me la sento tutta addosso!


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