Cocomero

Stasera mentre addentavo, senza tagliarla, una fetta di cocomero, mi è venuto improvvisamente in mente mio padre. A lui piaceva moltissimo il cocomero, d’estate quando era fuori la sera, e c’era spesso perché con il suo mestiere di giornalista era impegnato a seguire gli avvenimenti sportivi, si fermava da un cocomeraio che stava dietro il cinema Principe a Modena a mangiare una fetta di cocomero. qualche volta è capitato anche a me di andare con lui, ci fermavamo con la macchina e ci sedevamo ai due o tre tavolini davanti al bancone dove il cocomeraio tagliava una fetta di anguria fresca tirata fuori da grandi botti piene di acqua ghiacciata.
A me allora il cocomero non piaceva tantissimo, ho sempre preferito il melone, ma  fermarmi al baracchino del cocomeraio con papà era un piacere.

Chissà se esiste ancora quel chiosco? Era proprio all’inizio del viale che costeggia i giardini pubblici – non mi ricordo come si chiama e forse non lo sapevo nemmeno allora – dietro il cinema Principe – esisterà ancora? – si poteva parcheggiare bene senza intralci e forse era per quello che papà si fermava sempre lì.

È stato un ricordo improvviso, così come arrivano i ricordi per un gesto, un odore o qualcosa che fa tornare indietro nel tempo. E sono stata contenta di avere avuto il flash che ha fatto ricomparire accanto a me mio padre, sorridente che addentava una fetta del rosso e dolce frutto.

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