“Armageddon time – Il tempo dell’Apocalisse”: Il film

Ieri sera al cinema a vedere “Armageddon time – Il tempo dell’Apocalisse”, un titolo metaforico per un film che narra le vicende di due ragazzini americani adolescenti agli inizi degli anni ’80.
L’apocalisse si riferisce ai tempi bui del periodo reganiano quando il conservatorismo americano dilaga negli stati Uniti. 

L’amicizia di Paul e Johnny diversi per estrazione sociale, cultura e famiglia è salda e si mantiene su una complicità forte, unita al desiderio di essere diversi dai compagni che si adattano alle regole della scuola e della società. Tra Paul di origine ebrea e Johnny nero non esistono differenze che invece vengono sempre ricordate e sottolineate dagli adulti a scuola e in famiglia.

Quando a scuola ne combinano una più grosse del solito i genitori di Paul decidono di mandarlo in un istituto pribato sottraendolo, secondo loro, all’influenza dello “sbandato” Johnny che senza casa e senza famiglia non può che esercitare una influenza deleteria.  

Anche l’adorato nonno, fuggito dalle persecuzioni naziste in Ucraina, con grande sorpresa si mette dalla parte dei genitori invitando il nipote ad adeguarsi a quelle che secondo la morale comune sono le cose più giuste da fare. anche se in precedenza gli aveva fatto capire che le ingiustizie si ripetono ma occorre ribellarsi. mantenere ferme le proprie idee e cercare di realizzare i propri sogni anche a scapito della propria incolumità.

È proprio Paul che immagina un piano per fuggire con l’amico e poter realizzare il sogno di diventare un artista, sogno naturalmente avversato dal pragmatismo della sua famiglia.

Il piano di fuga si ritorce contro i due ragazzi che vengono arrestati. ma mentre Johnny, nero, pagherà cara la bravata, Paul, il cui padre è amico di un poliziotto, se la caverà nonostante cerchi di addossarsi la colpa del misfatto.

Il discorso che il padre fa al figlio in macchina, al ritorno dalla stazione di polizia, è esemplare dei tempi duri i cui se si vuole emergere bisogna farlo a spese degli altri, i più deboli, i neri, gli emarginati. Tempi in cui se si vuole emergere occorre fare favori, ringraziare e ricambiare. Paul non vorrebbe farlo e probabilmente non lo farà; lo si capisce quando alla fine del film si allontana solitario dalla scuola prestigiosa in cui il padre di Tramp (proprio quel Tramp) tiene il discorso del Giorno del Ringraziamento.

“Armageddon time” è un film amaro e triste con una prova di attore dei due piccoli protagonisti (Banks Repeta e Jaylin Web) veramente egregi per la loro giovane età e Antony Hopkins, nella parte del nonno, grande come al solito. 


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