8 luglio 2009

– Henry de Toulouse Lautrec – Al Moulin Rouge, due danzatori –

Nei paesi non si ballava soltanto in occasione delle fiere. Durante tutto l’anno, il sabato e la domenica sera, c’era sempre un posto in cui andare. Vicino a Montecchio, alla Barcaccia di San Polo d’Enza e alla Rampata di Sant’Ilario d’Enza, c’erano due locali dove si danzava al chiuso, molto frequentati dall’autunno fino all’arrivo del bel tempo. I balli all’aperto prendevano il via la notte di san Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, quando si andava a bagnarsi con la rugiada.
A Montecchio, sempre in giugno, nel grande spiazzo della Rocca, dietro la torre della piazza, arrivava addirittura l’orchestra. Si svolgeva la Festa del Piave. Sì, proprio il fiume sacro della prima guerra mondiale, quello che mormorava: «Non passa lo straniero». Era una serata eccezionale per il paese.
La festa, infatti, si concludeva con l’elezione della Bella Castellana e con i fuochi d’artificio. Era questo il momento più atteso da noi bambini. Morti di sonno fino a un minuto prima, ci svegliavamo al primo botto. I fuochi venivano sparati dall’alto della Rocca e continuavano per una buona mezz’ora a illuminare il cielo sopra le nostre teste, con una cascata dietro l’altra di frammenti di luce colorata.

Adele Grisendi – Bellezze in bicicletta, pp. 194-195

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