7 ottobre 2009


Joseph Karl Stieler – Lola Montez

Nell’autoritratto io trovo la meraviglia di non dovermi presentare al mondo se non essendo passata prima attraverso la mia visione. Il concetto di bello e brutto si trasformano in bene e male, in amore o odio verso me stessa ; in comprensione più o meno profonda di quello che mi sta accadendo. Così in una foto mi guardo e mi vedo, con una facilità che non so da dove parte e ne dove arriverà, perché se è vero che fotografarsi è una forma di auto-terapia che non si conclude mai, che non si risolve, come essere in cura da uno psicologo per un’intera vita, è anche vero che termina ogni volta che termina uno stato d’animo. E’ un modo di seguirsi passo passo, o meglio, quando il passo rallenta e sembra di non poter andare più avanti. Non è un investimento sul futuro, ma su un attimo che sembra diventare eterno nella sua totale incomprensione. Per me è fondamentale non lasciare sospesi dentro e non per un bisogno di sincerità, ma per bisogno di proseguire oltre i miei nodi emotivi. Tutte le cose che non ho affrontato nel momento in cui andava fatto , tornano a galla quando meno me l’aspetto. Si chiamano conseguenze.

Anna Fabroni – Alla ricerca della propria identità


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